La realtà è rappresentata da una azienda con numerose sedi operative (circa una ventina), sparse su tutto il territorio italiano. Ciascuna sede è dotata di due connessione indipendenti ad Internet (di vario genere a seconda delle sedi: fibra ottica, adsl, hdsl, hyperlan) e fornite da differenti operatori, per disporre di ridondanza.
Ogni sede deve essere interconnessa alla sede centrale, ed anche a tutte le altre, tramite canali VPN sicuri. Sui tunnel VPN transitano dati applicativi e, soprattutto, l'infrastruttura VoIP che interconnette tutti i centralini. Il traffico non ha una caratteristica "a stella", ma, oltre ai flussi da e verso la sede centrale, ogni singola sede genera scambi di dati con le altre sedi.
L'esigenza manifesta è quella interconnettere tramite tunnel VPN ogni sede a tutte le altre, sfruttando la doppia linea disponibile in ciascuna di esse. L'infrastruttura risultante deve essere in grado di instradare il traffico secondo i percorsi più efficienti, e garantire la continuità automatica dei flussi nel caso in cui vi siano guasti alle linee. Dato il numero di sedi e linee coinvolte, risulta fondamentale realizzare una infrastruttura in grado di gestire automaticamente tutte le problematiche di instradamento del traffico, le situazioni di ridondanza e di degrado della rete. Uno degli obiettivi è anche quello di ottenere una struttura in cui non vi sia un nucleo centrale determinante per il funzionamento delle altre sedi (nessun modello "a stella"), ed in cui tutte le connessioni ad Internet disponibili siano sfruttate nella maniera ottimale, sia per il traffico da e verso Internet, sia per il traffico VPN verso le altre sedi.